l re di Francia era da tempo ostile alla Serenissima, mentre l'imperatore aveva mire sul territorio di terraferma. Così, fu conclusa la lega di Cambrai (dicembre 1508). Il 16 aprile 1509 il re di Francia passava le Alpi, con un esercito assai forte. Nella battaglia d'Agnadello (maggio 1509) i Veneziani furono oppressi dalle soverchianti forze francesi, che conquistarono Brescia, Peschiera, Treviso, Padova, Verona.

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Maggio 1509
La battaglia di Agnadello

All'alba del 14 maggio le ricognizioni veneziane riferirono il movimento generale dei francesi: il comando veneziano individuò in Pandino la loro destinazione, decidendo di muovere subito per anticiparli: la mossa era fondata, stante la loro maggior vicinanza all'obiettivo. L'importanza della località derivava dalla sua posizione lungo la strada per Crema e Cremona, attraverso la quale transitavano molti rifornimenti veneziani: il suo possesso, dunque, era d'importanza essenziale. Le truppe della Serenissima marciarono, dunque, da Vailate verso Pandino passando per Agnadello attraverso un percorso lungo poco più di una decina di chilometri: lungo la strada incerta e polverosa dell'epoca creavano una colonna lunga oltre cinque chilometri: due battaglioni avanti al comando di Pitigliano, altri due unità tattiche dietro al comando di d'Alviano e l'artiglieria nel mezzo.